Ancoraggi permanenti: aggiornata la UNi di riferimento

Da 23 maggio 2015Salute & Sicurezza
norme tecniche uni sicurezza

UNI ha recentemente aggiornato la Uni 11578:2015 che riguarda i dispositivi di ancoraggi permanenti a cui vanno fissati i sistemi individuali di protezione contro le cadute dall’alto. Una norma preziosa perchè colma un vuoto legislativo e tecnico sull’argomento.

Lo riporta INAIL che sottolinea alcune criticità dei dispositivi di ancoraggi permanenti, spesso lasciati sul luogo di lavoro indefinitamente senza essere rimossi.

La UNI porta un po’ di ordine circa questi dispositivi distinguendo quelli destinati all’installazione permanente da quelli non destinati a non esserlo. Nel contempo, migliora i requisiti e metodi di prova delle precedenti normative e, infine, “non crea barriere commerciali a scapito dei prodotti eventualmente già conformi alle norme antecedenti“.

In particolare, poi, descrive tre tipologie di dispositivi di ancoraggi permanenti destinati all’installazione permanente progettati esclusivamente per l’utilizzo coi dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto (dispositivo di ancoraggio di tipo A, in un ancoraggio puntuale con uno o più punti di ancoraggio non scorrevoli; dispositivo di ancoraggio di tipo C, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale di non più di 15°; dispositivo di ancoraggio di tipo D, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio rigida che devia dall’orizzontale di non più di 15°).

La UNI tiene in considerazione anche le indicazioni ministeriali riportate in una recente circolare del Ministero del Lavoro e politiche sociali (circ. n.3 del 2015) dettando chiarimenti e utili linee di indirizzo, per quanto riguarda i dispositivi di ancoraggio, in relazione alla legislazione applicabile.

Ricordiamo che la circolare del Ministero del Lavoro n.3 del 13 febbraio 2015 distingue i dispositivi in funzione della loro installazione, in due classi

– quelli che seguono il lavoratore, installati non permanentemente nelle opere di costruzione e che sono quindi caratterizzati dall’essere amovibili e trasportabili (cosiddetti DPI – Dispositivi di Protezione Individuale);

– quelli installati permanentemente nelle opere stesse, e che pertanto sono caratterizzati dall’essere fissi e non trasportabili. In quest’ultima categoria, secondo il Ministero, rientrano “tutti i dispositivi o sistemi che non seguono il lavoratore alla fine dei lavoro, ma restano fissati alla struttura, ancorché taluni componenti del dispositivo o sistema siano “rimovibili”, perché, ad esempio, avvitati ad un supporto”.

Continua a seguire il – ANGQ dedicato alla Qualità, all’Ambiente, all’Energia ed alla Sicurezza

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