Ambienti confinati e attività navali: ultimo interpello in materia di sicurezza

Da 3 gennaio 2016Salute & Sicurezza
Interpello Ambienti Confinati

Terminiamo l’analisi dei cinque nuovi interpelli in materia di sicurezza sul lavoro proposti da Enti ed Istituzioni al Ministero del Lavoro, in particolar modo per ciò che riguarda gli ambienti confinati.

Dopo aver visto quanto stabilito in materia di Formazione per RSPP rispetto alle categorie ATECO (interpello 6), e all’obbligo di aggiornamento per docenti formatori (interpello 9), sull’obbligo di accettazione della Delega (interpello 7), nell’Interpello n. 8/2015, e sulla sorveglianza sanitaria e la periodicità di visita dei luoghi di lavoro da parte del medico competente nell’interpello 8, vediamo quanto chiarisce il ministero in materia di Ambienti confinati nell’interpello 10.

Il quesito è stato avanzato da Confindustria e riguarda il D.P.R. n.177/2011 “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati” e sul suo estendersi anche alle attività in ambito portuale.

Secondo la Commissione Interpelli il DPR 14 settembre 2011, n. 177 “in attesa della definizione di un complessivo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi” limita il proprio ambito di applicazione esclusivamente agli ambienti di lavoro sospetti di inquinamento di cui agli articoli 66 e 121, nonché a quelli confinati di cui all’allegato IV, punto 3 del Testo Unico di Sicurezza.

Pertanto si esclude l’applicabilità del DPR n. 177/2011 nell’ambito delle lavorazioni navali disciplinate dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, fermo restando l’obbligo del datore di lavoro di garantire, durante le operazioni “di manutenzione, riparazione e trasformazione delle navi in ambito portuale”, tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, in attesa della definizione di un complessivo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, nonché dell’emanazione dei decreti attuativi di cui all’articolo 3, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008.

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