Valutazione dello stress lavoro correlato: obblighi legislativi e modalità organizzative. – Parte II –

Da 6 settembre 2010Salute & Sicurezza
stress lavoro correlato

Come anticipato nel precedente articolo, quest’oggi sul blog UninformANGQ dedicato alla Qualita’, all’Ambiente ed alla Sicurezza, torniamo a parlare di sicurezza sul lavoro e, piu’ dettagliatamente, della valutazione dello stress lavoro correlato e degli elementi piu’ significativi del Ciclo di Deming.

Nella prima parte abbiamo esaminato gli elementi di base necessari per un corretto approccio alla valutazione dello stress connesso con le attività lavorative. In questa parte vogliamo ora approfondire il metodo di valutazione proposto, che viene inquadrato in una logica di approccio sistemico del tipo PDCA.

Fase A – Pianificazione – Raccolta delle informazioni relative all’organizzazione dell’impresa: organigramma gerarchico e funzionale, tipologie contrattuali, presenza del sindacato, lavoratori provenienti da altri paesi, ecc..
– Coinvolgimento dei dirigenti/preposti ed informazione dei lavoratori anche in vista di un loro eventuale coinvolgimento diretto.
– Fase d’indagine e di valutazione del rischio.
– Pianificazione degli interventi per la eliminazione, la riduzione e la gestione dei rischi emersi: in questa fase è necessario dare priorità alla modificazione deifattori stressogeni alla fonte, focalizzandosi sugli aspetti organizzativi e/o gestionali che si siano rivelati critici. La pianificazione degli interventi deve prevedere anche una fase di monitoraggio.

Fase B – Attuazione – Definizione di compiti e responsabilità per l’attuazione degli interventi di miglioramento identificati.
– Consultazione, partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori nel processo di attuazione degli interventi.
– Definizione dell’operatività delle misure di miglioramento.

Fase C – Verifica – L’attuazione degli interventi deve essere accompagnata dal monitoraggio costante dell’adeguatezza delle misure adottate e delle modalità di attuazione.
– Analisi periodica degli indicatori oggettivi e degli indicatori di benessere.
– Definizione dei correttivi necessari alle azioni definite / programmate / attuate.

Fase D – Riesame
– Le attività di verifica devono consentire di riesaminare con continuità l’adeguatezza delle misure intraprese, anche al fine di rielaborare gli atti di valutazione dei rischi.
– La valutazione deve essere inoltre rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative e comunque periodicamente riesaminata.

Di seguito intendiamo approfondire la metodologia di indagine che rappresenta l’elemento centrale dell’approccio valutativo che si compone di due livelli d’intervento distinti.

Primo livello: Valutazione con approccio verificabileQuesto livello di indagine prevede la raccolta di riferimenti documentali, mediante l’uso di una specifica check-list di indicatori verificabili. La prima fase della valutazione prevede la rilevazione degli indicatori indiretti di stress: indici infortunistici, assenze dal lavoro, ferie non godute, ecc. In una seconda fase si procede con l’analisi del contesto e del contenuto lavorativo, ovvero con la rilevazione dei parametri stressogeni.

La valutazione di primo livello può risultare anche sufficiente a consentire lavalutazione del rischio, tuttavia in alcuni casi (es. valutazione del rischioalto”) può risultare opportuno procedere anche con il secondo livello, integrando la misurazione oggettiva di stress con strumenti soggettivi per rilevare la percezione dello stress da parte dei lavoratori. Va in ogni caso precisato che la elaborazione dei dati raccolti deve essere riferita alla situazione-lavoro e non alle singole persone.

Secondo livello: Valutazione con coinvolgimento diretto dei lavoratori Le condizioni che comportano la valutazione della percezione dello stress anche con il coinvolgimento diretto dei lavoratori (es. attraverso la somministrazione di questionari) sono le seguenti:
– la presenza nell’impresa di fattori potenziali di stress noti in letteratura (lavoro a contatto con il pubblico, lavoro a contatto con la sofferenza, lavoro a turni, ecc.);
– il risultato finale della valutazione condotta esclusivamente considerando gliindicatori oggettivi ha portato ad una valutazione del rischio come “alto”;
– si è in presenza di una o più istanze giudiziarie per molestie morali e/o sessuali;
– si è in presenza di casi di disagio lavorativo clinicamente accertati dai centri clinici pubblici di riferimento con nesso causale probabile con condizioni lavorative stresso gene;
– si è in presenza di condizioni di stress segnalate dal medico competente.

Completare l’indagine oggettiva/verificabile con la valutazione soggettiva dello stress lavoro-correlato, inoltre, permette una lettura più completa e affidabile delle condizioni di vita e di lavoro.
Il ricorso a tale valutazione è consigliabile là dove la numerosità di lavoratori consenta di ottenere un numero statisticamente significativo di questionari/interviste o di strutturare focus group. Infine, è fondamentale motivare i lavoratori a collaborare, anche se già informati della valutazione in corso; la diffidenza ad esporsi nell’ambiente di lavoro è un fenomeno diffuso.

Per mettere in atto il percorso di riduzione del rischio stress lavoro-correlatoe di miglioramento continuo, quindi, l’organizzazione deve utilizzare la valutazione dello stress come base per la condivisione dei risultati utili per lagestione del rischio, ma anche per la riprogettazione dei fattori organizzativi di disagio.

E’ infatti convinzione di chi scrive che, fra tutti i rischi cui possono essere esposti i lavoratori, quello derivante da fenomeni di stress connessi con le attività lavorative, può insorgere laddove le politiche di comunicazione siano inadatte o addirittura assenti, ma è altrettanto vero che una adeguata consultazione, partecipazione e collaborazione dei lavoratori nei processi valutativi e decisionali contribuisce certamente all’instaurarsi di cicli virtuosi grazie ai quali il fenomeno può essere agevolmente tenuto sotto controllo.

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