Allarme per le numerose valanghe

Il climatologo del CNR Antonello Pasini ha sottolineato chel’aumento degli influssi caldi fa aumentare il rischio valanghe in montagna perché la neve è meno stabile. E per questo serve più cultura del rischio. Seguiamo i grandi vecchi che dicevano che la montagna va rispettata”.

“A volte succede che nevichi per un’ondata di freddo e che poi ci sia un’ondata di caldo, e questo può provocare il fenomeno delle valanghe“.

“A volte eventi climatici di tipo diverso possono impattare e in generale il passaggio da eventi molto freddi a eventi molto caldi favorisce episodi con valanghe. Ci sono alluvioni nelle valli e nevica 300 metri più su, e tutta quella neve poi diventa pioggia. Aumentano gli influssi caldi in particolare nell’area del Mediterraneo, basta vedere il caldo che abbiamo avuto a Natale”. Secondo il climatologo del CNR Antonello Pasini “sulle Alpi difficilmente, nei prossimi decenni, sarà sostenibile un turismo sciistico sotto i duemila metri. Ci sono e ci saranno problemi per questo tipo di turismo”.

Le valanghe avvengono quasi sempre in aree di alta montagna con terreni rocciosi nudi, tra i 2.000 e i 3.000 metri secondo quando riporta il sito della Protezione civile.

Quattro morti in un solo fine settimana per le valanghe. Un uomo di 28 anni è morto dopo essere stato travolto domenica mattina nel gruppo del Brenta, insieme ad altri tre scialpinisti. Un’altra valanga di grandi dimensioni, sul ghiacciaio della Val Senales in Alto Adige, ha ucciso una donna di 25 anni, sua figlia di 7 e un’altra bambina della stessa età.

In caso di valanghe si consiglia di uscire lateralmente dalla traiettoria della valanga o comunque cercare di rimanere in superficie. È importante liberarsi di sci e racchette perché aumentano il rischio di rimanere intrappolati. Chi rimane sotto la neve deve creare con le braccia una cavità davanti al volto per riuscire a respirare.

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