Accordi Conferenza Stato Regioni in materia di formazione – Parte III

Da 15 aprile 2012Salute & Sicurezza
norme tecniche uni sicurezza

Il 21 dicembre 2011, la Conferenza Stato Regioni per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ha definitivamente approvato due accordi: uno relativo alla formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, previsto dall’articolo 37 del Decreto Legislativo 81/2008, il secondo relativo alla formazione del datore di lavoro che svolge direttamente il ruolo di RSPP nei casi previsti dalla legge.

Nei precedenti articoli ci siamo occupati della descrizione dei due accordi, in questo ci si consenta, ora, di esprimere alcune considerazioni in merito.

E’ necessario innanzitutto premettere che la definizione di un percorso formativo (seppur per alcuni versi discutibile) è certamente da preferirsi all’assenza di regole, soprattutto in un settore, come quello della formazione, nel quale non è raro imbattersi in attestati di provenienza quanto meno “dubbia”.

L’aver regolamentato durata, contenuti dei moduli didattici, requisiti dei formatori (in attesa del tanto agognato percorso di qualificazione degli stessi che sembra a tutti gli addetti al settore quanto mai necessario) avrà certamente un effetto “dissuasivo” da quanti intendono la formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza esclusivamente come unbusiness e non invece una “missione” come invece a noi pare debba essere considerata.

La stessa definizione dei percorsi formativi erogati in modalità e-learning, dei quali talvolta si tende ad abusare, a noi pare un primo passo importante, sempre nell’ottica della necessaria regolamentazione di un settore così critico.

Tuttavia, accanto ad alcune luci, a nostro modo di vedere, si annidano anche alcune ombre, purtroppo più dense delle prime, soprattutto per quanto attiene la formazione dei lavoratori, non tanto per quella di preposti e dirigenti, che invece, si profila come ben strutturata ed adeguata.

Innanzitutto, è impossibile non accorgersi che l’impostazione data all’articolazione dei percorsi formativi dei lavoratori è incentrata soprattutto sulla prevenzione delle cause “tecniche” degli infortuni:interazione uomo / ambiente di lavoro, uomo / macchina, ecc. In realtà, le statistiche degli infortuni sul lavoro indicano che solo il 50 % di essi sono causati da eventi di natura “tecnica”. Nel rimanente 50 % dei casi lecause degli infortuni sono piuttosto da ricondursi a “pericoli comportamentali” sui quali, a nostro modesto avviso, il percorso formativo definito nell’accordo, non ha e non può avere alcuna incidenza.

Noi riteniamo che il principale obiettivo che una attività formativadovrebbe porsi è di conseguire il “cambiamento” degli atteggiamenti, ovvero trasformare un comportamento imposto (e pertanto sgradito), in uno condiviso (e quindi accettato). Questo percorso è certamente difficile e sicuramente lungo; noi riteniamo che i percorsi formativi definiti nell’accordo non consentiranno di poterlo neanche avviare, in quanto il “cambiamento” è frutto di un costante, continuo, capillare lavoro da parte di dirigenti, preposti, RSPP, volti alla individuazione e valorizzazione dei comportamenti positivi, piuttosto che alla penalizzazione e sanzionamento di quelli errati.

I concetti che la Based Behaviour Safety (BBS) ci insegnano sono completamente estranei a quest’accordo e non è un caso che sempre più le organizzazioni “evolute”, sulla scorta di un percorso che nei paesi anglosassoni è partito da ormai un decennio, hanno deciso di attivare, al loro interno, meccanismi di Sicurezza Basata sui Comportamenti.

Noi riteniamo che, costringere in aula (o davanti ad un PC) un lavoratore per 16 ore, poi metterlo al lavoro e quindi rivederlo dopo 5 anni per misere 6 ore di formazione (perché è questo ciò che accadrà) non sia certamente il modo migliore per promuovere, nello stesso, la consapevolezza che la suasicurezza dipende principalmente dal suo comportamento, e non tanto (o non solo) dalle misure tecniche che il datore di lavoro potrà mettergli a disposizione).

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