Le tartarughe marine sono minacciate dai rifiuti finiti in mare

Da 5 Febbraio 2018Energia & Ambiente

A causa del continuo aumento della plastica nei mari, la minaccia per le tartarughe continua a crescere. Nel corso dell’ultimo secolo le possibilità di morte legate alla presenza di rifiuti negli oceani sono aumentare drasticamente per la fauna marina. Migliaia di tartarughe marine muoiono ogni anno dopo essere rimaste intrappolate nei rifiuti dispersi in mare e sulle spiagge, comprese le confezioni di plastica e le reti da pesca abbandonate.

La ricerca è frutto di un sondaggio di 106 esperti attivi nello studio dell’ambiente marino in 43 diversi Paesi, fra Atlantico, Pacifico e Mediterraneo. L’84% degli intervistati ha dichiarato di aver ritrovato tartarughe impigliate nella plastica, nella spazzatura o nelle reti di pesca abbandonate.

Ogni anno muoiono per questa ragione oltre mille tartarughe. Quando le tartarughe ingeriscono plastica, possono soffrire di blocchi intestinali che possono provocare malnutrizione che a sua volta può portare a cattive condizioni di salute, tassi di crescita ridotti, capacità riproduttiva più bassa e anche la morte. Attrezzi da pesca persi o imballaggi scartati possono causare lacerazioni mentre gli animali nuotano e possono farli annegare o morire di fame.  Otto milioni di tonnellate di plastica vengono scaricate negli oceani ogni anno, plastica che altera il delicato equilibrio ecologico dell’ecosistema marino.

Particolarmente importante è l’attività dei centri di primo soccorso, cura e riabilitazione delle tartarughe marine (in Italia a oggi ne esistono dieci, di cui cinque del WWF), dove spesso vengono realizzati anche interventi chirurgici di alta precisione sulle tartarughe.

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