Coldiretti pubblica la lista nera dei cibi importati in Italia

Da 27 Ottobre 2017Eventi & Novità
la lista nera

Coldiretti ha presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio la nuova lista nera relativa ai cibi importati in Italia. La lista nera si basa sui dati del Sistema di allerta rapida sui rischi alimentari e registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.  Al primo posto della lista nera dei cibi importati in Italia troviamo le nocciole provenienti dalla Turchia e le arachidi originarie della Cina che contengono aflattossine oltre i limiti consentiti. Le aflatossine sono sostanze presenti in modo naturale nei cibi, soprattutto in quelli biologici, ma quando se ne assumono quantità eccessive, sono cancerogene.

Il peperoncino indiano invece contiene pesticidi e contaminazioni biologiche importanti. Il tonno e il pesce spada proveniente dalla Spagna possiede una mole eccessiva di metalli pesanti, tra cui il mercurio e il cadmio. Il pesce spagnolo tossico è soltanto quello pescato lontano dall’Unione Europea, in particolare negli Oceani, dove si registra una forte presenza di metalli pesanti, a causa di diverse forme di inquinamento.

Tra gli alimenti più pericolosi venduti in Italia nel 2016 c’è la carne di pollo proveniente dalla Polonia, indagato per contaminazioni microbiologiche, in particolare salmonella. Contaminazioni microbiologiche sono state rilevate l’anno scorso anche in carni di pollo provenienti dai Paesi Bassi.

L’agricoltura italiana invece è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari.

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